Hai bisogno di noi? Contattaci!
Num Verde
Contattaci!
Num Verde 800.557692

MUTUO CASA, PER QUEST’ANNO SI PUO’ STARE TRANQUILLI

Mutui casa, le famiglie italiane intenzionate ad accenderne uno, o che già siano titolari di un contratto, in questo inizio di 2019 possono stare tranquille.

Gli esperti in materia non prevedono infatti per il futuro prossimo variazioni significative dei tassi di interesse nonostante lo Spread dei nostri buoni del tesoro sia ritornato ad irrobustirsi e la Bce stia per concludere la lunga stagione in cui, con il “Quantitative Easing”, nelle banche europee è stata iniettata una grande liquidità al fine anche di sbloccare gli impieghi.

Se le condizioni rimarranno perciò quelle attuali è possibile valutare quanto ci potrebbe costare, ad esempio, un mutuo da 110 mila euro spalmato su 25 anni per acquistare un appartamento da 160 mila euro.

Se si sceglie la formula del tasso fisso, calcola chi ha una buona conoscenza del settore, la rata mensile dovrebbe assestarsi sui 502 euro. Rata che potrà diminuire a 414 euro se si opta per il tasso variabile, il quale continua a confermare una convenienza che si sta osservando ormai da molti anni. Accettare il rischio su una sempre possibile fluttuazione delle condizioni, insomma, in questo caso viene premiato con un risparmio di 88 euro al mese.

Spiegata in altro modo, il tasso fisso su un mutuo ventennale oggi, rispetto al variabile, costa 984 euro in più all’anno per ogni 100 mila euro finanziati.

Gli italiani che si avvicinano ad un mutuo casa sembrano intanto essere diventati disponibili ad un impegno di spesa maggiore, anche se questo fenomeno non viene rilevato in modo uguale regione per regione.

Considerando comunque la media nazionale, e soprattutto nelle grandi città dove il mercato immobiliare sta riprendendo vitalità, aumenta cioè il numero di persone in grado di far fronte a mutui per importi più corposi che in passato.

La maggior parte di chi si indebita, il 27,5% del totale, lo fa ancora sulla fascia di spesa più bassa, vale a dire sotto i 120 mila euro, e sono meno del 22% quelli che si spingono sopra i 250 mila euro.

Nelle metropoli, però, la distribuzione cambia e, anzi, soprattutto a Roma e a Milano, ad essere più numerosi degli altri sono proprio soggetti che si spingono fra i 250 ed i 350 mila euro.

Nei capoluoghi di dimensione intermedia, come Firenze o Bologna, la disponibilità di spesa si concentra prevalentemente sulla fascia centrale, fra i 120 ed i 250 mila euro, mentre nelle principali città delle altre regioni la prudenza è ancora piuttosto alta e chi sottoscrive un mutuo bancario lo fa soprattutto per importi inferiori ai 120 mila euro.